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L'Oasi WWF del Lago di San Giuliano si trova in
Basilicata, nei comuni di Matera, Miglionico e Grottole. La sua storia è legata a quella
dell'omonimo invaso artificiale creato dallo sbarramento sul fiume Bradano avvenuto tra il
1950 e il 1957. L'intera area protetta include un tratto fluviale a monte del lago, il
lago vero e proprio ed un tratto di fiume a valle dello sbarramento. Il Bradano nasce nei
pressi del Monte Vulture e dopo un percorso di 118 Km sfocia nel mar Ionio nei pressi di
Metaponto. Le acque del fiume che si raccolgono nell'invaso occupano una superficie di
circa 8 Kmq; il volume del corpo idrico, invece, calcolato intorno ai 100 milioni di metri
cubi. L'utilizzazione umana prevalente è quella agricola ed industriale. Dal punto di
vista geomorfologico l'area è caratterizzata da colline argillose digradanti verso il
lago; ma nel tratto immediatamente a valle dello sbarramento il fiume Bradano scorre nei
calcari del Cretaceo formando la "gravina". La coltura prevalente è quella
cerealicola con quote marginali riservate all'olivo, vite, ortaggi e frutta. Intorno al
lago vi sono alcune masserie che allevano prevalentemente ovini e bovini.

La creazione di questo specchio lacustre attirò,
sin dai primi anni, molte specie di uccelli acquatici stimolando la giovane Sezione WWF di
Matera a intraprendere una serie di iniziative finalizzate alla conoscenza dell'area, alla
sua tutela e alla proposta di interventi per sottolineare la sua vocazione naturalistica.
Il lavoro di sensibilizzazione e di promozione di questa zona umida creò pian piano le
premesse per porre un freno ad opere ed interventi di deturpamento del territorio che in
quel periodo minacciavano l'integrità dell'area. Dopo anni di impegno in civili battaglie
il Lago di San Giuliano divenne Oasi di Protezione della Fauna nel 1976. Dal 1977
sull'area è stato apposto anche il Vincolo Paesaggistico. Dal 1991 il tratto di Oasi
comprendente la gravina del Bradano fa parte del Parco Regionale delle Chiese Rupestri del
Materano. L'area, estesa per 1000 ettari, appartiene al demanio dello Stato ed è in
concessione al Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto. Nel 1989 il WWF Italia ha
ottenuto, a seguito di una apposita convenzione con il Consorzio, la gestione
naturalistica dell'area. Grazie all'inclusione nel Sistema delle Oasi e Riserve del WWF
sono nate e si sono sviluppate alcune iniziative supportate da strutture operative che
hanno contribuito alla realizzazione di numerosi interventi di miglioramento ambientale,
percorsi natura e punti di osservazione per la fauna e di studio dell'habitat acquatico.
Ristrutturando la vecchia Masseria Zagarella è stato inoltre attivato un Centro Visite
che rappresenta la base logistica dell'Oasi per il lavoro sul campo. Qui vi è anche una
sala conferenze e proiezioni per attività di educazione ambientale supportate da un
piccolo laboratorio per lo studio e l'osservazione di reperti naturalistici rinvenibili
nell'area protetta.

Nell'Oasi di San Giuliano gli ambienti principali
sono tre: il fiume , il lago e la gravina. Il tratto di fiume a monte del lago è un
interessante esempio di ecosistema fluviale e presenta caratteristiche vegetazionali e
faunistiche tipiche di questo habitat. Il lago è ricco di insenature e di bracci ed è
racchiuso da due diversi tipi di sponda: quella sinistra, sul versante di Matera, è
pianeggiante e digrada dolcemente verso lo specchio d'acqua; quella destra è invece più
ondulata e declina, in alcuni tratti, con ripidi terrazzi. A valle dello sbarramento il
fiume scorre in una gravina di suggestiva bellezza, una profonda forra scavata nella
roccia calcarea dalla forza erosiva del fiume. Di estremo interesse è il contrasto della
vegetazione che varia tra quella xerofila della sommità e quella igrofila del fondo della
gravina; il salto tra le due fasce raggiunge i 50 metri.
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